18 settembre 2011

127 ore

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Film che ricostruisce la disavventura realmente occorsa a un trekker in giro per lo Utah (dove sono anche stato). In pratica abbiamo a che fa re con un cretino che si droga di adrenalina perchè nella vita non ha stimoli, purtroppo per lui una volta gli capita un incidente e resta bloccato.
Fin qui il solito film da superfigo macho tutto muscoli e niente cervello.

In realtà il film prende subito una buona direzione, non perdendo tempo nel preambolo e arrivando al dunque (la lotta per la sopravvivenza) già dopo 20 min.
Il film si svolge praticamente tutto in un luogo angusto con telecamera fissa (almeno non viene il mal di stomaco da steady-cam).

Film non facile da recita re e neppure da guardare, ma apprezzabile per il tentativo di dirci qualcosa: "nelle difficoltà anche se uno è un cazzone può tirare fuori il meglio di se e comportarsi come un vero eroe".

Stranamente il paesaggio non mi ha colpito molto, mentre invece il montaggio parallelo stile anni '70 mi è piaciuto.
Forse la parte migliore sono le allucinazioni (per stanchezza e disidratazione) che mescolano in modo bizzarro realtà e illusione, dando la vera sensazione di quello che si potrebbe provare in circostanze analoghe.

Secondo me questo film è legato a due mani a "Into the wild" per il suo aspetto di lotta con la natura quando questa si accanisce nella malasorte (anche perchè c'è che si infila nei guai con estrema facilità), ma qui il personaggio è decisamente più positivo perchè non fugge dal problema (come potrebbe) ma lo affronta dando il meglio di se'.

Morale finale: non andare da qualche parte senza dire dove si va, non si sa mai.

Da conservare tra i film per pensare...



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